Home » Cuore » A Palazzo Taffini, genius loci del MÚSES

A Palazzo Taffini, genius loci del MÚSES

aula-regia-grande.jpg__900x600_q85_subsampling-2

Palazzo Taffini d’Acceglio è uno dei palazzi storici più belli di Savigliano (CN) ed è la sede del MÚSES – Accademia Europea delle Essenze, polo museale tecno-sensoriale nato dalla tradizione piemontese delle erbe aromatiche e delle essenze e costituito da tre anime (arte e storia, sensorialità, tecnologia e territorio), riunite nel genius loci del Palazzo. Il legame tra l’edificio e il polo museale non è affatto casuale: nel nuovo sito del MÚSES trovate un piccolo ebook, scaricabile gratuitamente, in cui la professoressa Loredana De Robertis, curatrice storica del MÚSES, introduce al Palazzo e ne spiega storia, affreschi e suggestioni. Ne ha parlato anche con Terre Teller.

- Come è arrivata a occuparsi di Palazzo Taffini?
E’ partito tutto da Palazzo Mocenigo, a Venezia, che ospita il Museo dei Profumi; mi ha fatto sentire subito coinvolta nella sua storia, ho pensato a come poteva essere la vita nelle sue sale. Così quando sono arrivata a Palazzo Taffini ho sentito immediatamente queste sensazioni e ho scoperto un luogo di grande storia e tradizione, esploso nel ‘600, in età barocca. Rappresenta la grandezza dei Taffini e la loro possibilità di emergere attraverso i Savoia, fornendo loro appoggio durante le continue guerre per la difesa e conquista del territorio.

- Emerge anche Savigliano, che doveva essere una città molto importante, all’epoca
Savigliano era una piazzaforte strategica. Con il trasferimento della capitale da Chambéry a Torino, voluto da Emanuele Filiberto, fu città di passaggio per la Corte e fu scelta come piazzaforte militare di pianura. Si trovava tra la montagna e la collina, in una posizione ottimale per ospitare la cavalleria, i soldati e i materiali bellici; vi abitavano famiglie ricche, che fornivano ai Savoia la necessaria forza militare. E in cambio del sostegno, ricevevano dai sovrani sabaudi feudi e ricchezza; per certi versi, soprattutto intorno al XVI e XV secolo, fu una città anticipatrice rispetto a Torino.

- Studiando Palazzo Taffini, cosa l’ha interessata e colpita di più?
Sono rimasta affascinata da quello che non si vede. Al di sopra dei soffitti settecenteschi, ci sono le antiche volte del Seicento, con affreschi dedicati alla saga di Enea e alla storia di Roma, tratti dagli exempla di Tito Livio e Valerio Massimo. C’è come un parallelismo tra la grandezza di Roma e dei suoi eroi e quella dei Savoia, accanto ai quali ci sono i Taffini, come si vede nell’appartamento di parata degli uomini, l’Aula Regia.

- Potremmo dire che la lezione di Roma, dell’arte usata come propaganda, è stata recepita dai Savoia e dalle famiglie aristocratiche che erano loro vicine?
Potremmo dire di più. Quella lezione arriva a Palazzo Taffini attraverso il De florum cultura, testo latino del gesuita Giovan Battista Ferrari, nato nella corte dei Barberini, la famiglia d’origine di papa Urbano VIII. I miti romani raccontati nel libro, e poi illustrati a Palazzo Taffini negli affreschi della Sala degli Dei, sono rivisitati per la gloria dei Barberini. Il ‘600 è anche il secolo della ricerca scientifica, delle piante esotiche arrivate dalle colonie americane; c’è un’illustrazione in cui India, coperta di piume, a rappresentare l’America, offre a Nettuno un paniere di semi esotici, affinché li porti ai Barberini, cavalcando le onde del mare. Nel libro di Ferrari ci sono anche i miti metamorfici di Ovidio, rivisitati sempre per la gloria della famiglia romana. E quei miti vengono riprodotti negli affreschi della Sala degli Dei, introducendo l’elemento metamorfico, che non è estraneo al MÚSES

sala-dei-alletsita

- Lei descrive i Savoia come una dinastia colta e raffinata, che non assomiglia a quella militaresca tramandata dalla scuola, impegnata più nella sopravvivenza dello Stato che nella cultura 
In questo passaggio mancante, c’è Maria Cristina di Francia. Lei arriva dalla raffinata Corte di Francia, è figlia di una donna coltissima come Maria de’ Medici, ha al proprio fianco Filippo d’Agliè, uomo di cultura eclettico, che le dedica balletti e feste. Lei è uno dei possibili committenti degli affreschi di Palazzo Taffini, che illustrano la gloria di suo marito Vittorio Amedeo I e, di riflesso, della famiglia Taffini. Una delle sue damigelle d’onore è Angela Maria Taffini e non è difficile immaginare che nella Sala degli Dei, dove si riunivano a conversare, parlassero anche di fiori, di erbe e di essenze, temi anche degli affreschi della Sala, come abbiamo visto.

- In questo Palazzo dalla storia così intensa e con decorazioni che hanno riferimenti culturali così alti, che tipo di sfida ha rappresentato l’allestimento del MÚSES? Come convivono un percorso sensoriale dedicato all’arte profumiera con affreschi e storia?
Quando si entra al MÚSES bisogna avere una visione sinergica, bisogna affidarsi all’interdisciplinarietà, che non abbonda nelle nostre scuole e nella nostra cultura. Il percorso sensoriale, artistico e tecnologico sono fusi, è come se lo stesso argomento fosse trattato in tre dimensioni diverse, unite in una sfera unica. E’ un unicum che vuole entrare nella mente e nelle sensazioni, senza più piani diversi. E Palazzo Taffini risponde perfettamente a questo disegno: i suoi affreschi hanno ispirato il Giardino dei Sensi e la stessa installazione al centro del Giardino, La palette del pittore di Franz Staehler, sembra sia ispirata agli affreschi, in particolare a quello della discussione tra la Natura e l’Arte, per stabilire chi delle due sapesse colorare meglio i fiori. E’ un continuo rimando tra il Palazzo e il MÚSES.

loggiati-esterno-grande

- Il MÚSES è come un cerchio che si chiude per Palazzo Taffini, come dice lei, concludendo il suo ebook.
Esattamente, è come se Maria Cristina di Francia, i Taffini, gli affreschi, avessero trovato una chiusura magica nel MÚSES.

Il MÚSES – Accademia Europea delle Essenze è a Savigliano (CN), in via Sant’Andrea 53; è aperto dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 14 alle ore 18.  Il biglietto intero costa 7 euro, il ridotto 5 euro, gratuito per i bambini fino a 5 anni; nel prezzo è compresa la visita guidata. Partendo dalla tradizione delle erbe aromatiche e delle essenze, così importante nell’economia e nella storia di questo angolo del Piemonte, nelle sale del MÚSES, antichi strumenti, installazioni d’arte contemporanea site-specific, tecnologie raccontano l’arte profumiera nei secoli, avvolti nel genius loci di Palazzo Taffini, con i suoi affreschi e la sua lunga storia. Il sito web, per tutte le informazioni, è www.musesaccademia.it.

 

 

    One Response so far.

    1. Dario Lobbia scrive:
      A quante cose non si dà importanza per il semplice fatto che riteniamo che non ne abbiano? E’ una questione di presentazione, di atmosfera, di coinvolgimento, trasporto… Credetemi, il Mùses è capace di dare tutto questo. L’attenzione ai dettagli con cui è stato organizzato stimolerà i sensi che non credete di possedere. Esperienza CONSIGLIATA!

    Scrivi un commento

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>