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Alla fiera del porro c’è gruppo!

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La fiera del Porro di Cervere è ormai una delle più importanti del Piemonte. Perché? Forse perché è dedicata a un prodotto che cresce solo qui, tra i terreni sabbiosi e limosi delle pianure fluviali dello Stura. Oppure perché i piatti a base di Porro di Cervere sono buonissimi?

No, ce lo dice il sindaco, Corrado Marchisio, il perché al Palaporro si è fatto sold out per 3 settimane: perché a Cervere c’è gruppo! “La Fiera dal Porro di Cervere, ormai è una macchina perfettamente oliata, e questo perché tutti gli ingranaggi funzionano bene”.

Cosa significa lo si capisce sia partecipando a una cena (se siete stati accorti e avete prenotato in tempo), oppure avendo l’onore di girare per il paese e per i campi, come ho fatto io.

Il gruppo è la città stessa. Sono i produttori che lavorano da marzo a novembre nei campi, facendo un lavoro attento e faticoso per rendere il porro bianco e tenero come solo qui si può fare (e badate bene che la dimensione non centra: il porro di Cervere è buono anche se è grande, anzi, se è grande c’è più bontà). Il gruppo è la famiglia che nelle corti pulisce il porro ancora fresco di terra sfogliandolo e poi vendendolo lungo la strada e al mercato. Il gruppo sono i volontari che cucinano, servono, lavano organizzano migliaia di prenotazioni.

Poi nel gruppo, ogni tanto, qualcuno spicca in modo particolare, come Francesco Gili, l’ex presidente della Pro loco, che quest’anno si è aggiudicato il Porro D’Oro grazie proprio alla sua gestione dell’evento, che – dice il sindaco- “ ha aggiunto valore alla fiera e ha messo a disposizione di tutta la città una nuova sede”.

Grandi numeri, litri di vino e chili di porri, ma il segreto, alla fine, sta nelle persone che hanno trovato nella Fiera del Porro un modo di vivere insieme la comunità. E quindi non vi resta che tentare la fortuna sabato sera (ultimo giorno in cui non serve la prenotazione, ma chi prima arriva, prima mangia) e godervi qualche scatto di una giornata nella valle del porro.

Ah, e comunque il vero porro di Cervere lo si deve mangiare crudo in pinzimonio, nella minestra son buoni tutti.

Giulia Grimaldi

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