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In ricordo dell’Armistizio di Cherasco

napoleone

Nei secoli passati, quali fossero i nomi delle potenze che si contendevano il potere in Europa, il Piemonte è stato uno dei loro campi di battaglia prediletti. Per molto tempo è valso per il Ducato di Savoia il detto primum vivere: la sopravvivenza e l’integrità del territorio erano la priorità dei sovrani sabaudi, stretti tra le mire espansionistiche della Francia, della Spagna e dell’Austria.

Con l’ascesa del Ducato a Regno, la logica non cambiò molto e una delle prove è offerta dall’avventura di Napoleone Bonaparte, che ebbe nella Campagna d’Italia, iniziata ovviamente in Piemonte, una delle chiavi del suo successo. Siamo ad aprile del 1796, Napoleone invade il Regno Sardegna per allontanarlo dall’Austria e costringerlo a una pace separata. Al confine tra Liguria e Piemonte, gli eserciti sabaudi combattono strenuamente, ma nulla possono contro l’entusiasmo dei Francesi e l’intelligenza strategica del loro giovane generale. Cadono mano a mano, in pochi giorni,  Altare, Millesimo, Montezemolo, Ceva, Mondovì.

Napoleone e i Francesi possono dilagare nella pianura e dirigersi verso Torino. Per questo, allarmatissimo, re Vittorio Amedeo III invoca l’armistizio, temendo anche una reazione filo-francese della popolazione, sulla spinta dei valori di uguaglianza, libertà e fraternità portati da Napoleone e dalla Rivoluzione Francese. Ma prima di assecondare le richieste del re di Sardegna, Bonaparte preferisce assicurarsi le posizioni nella pianura e marcia con tre colonne verso Alba, Fossano e Cherasco. Il 26 aprile 1796,  il generale corso entra a Cherasco e può dirigersi in questo modo ai suoi soldati: “Voi avete in quindici giorni vinto sei battaglie, preso ventuno bandiere, cinquantacinque cannoni, parecchie fortezze; avete conquistato la parte più ricca del Piemonte, fatto quindicimila prigionieri, ucciso e ferito oltre diecimila uomini; prima avevate combattuto per il possesso di sterili rupi, illustrate dal vostro valore, ma inutili alla patria. Ma oggi, con i servizi resi, eguagliate gli eserciti d’Olanda e del Reno. Di ogni cosa manchevole ad ogni cosa avete posto rimedio. Avete vinto delle battaglie senza cannoni, avete attraversato fiumi senza ponti, camminato per giorni senza scarpe, rizzate le tende senza acquavite e spesso senza pane. Solo le falangi della Repubblica, i soldati della libertà erano capaci di sopportare quanto avete sopportato voi “

Solo allora, consapevole del prestigio guadagnato in Francia con le prime vittorie in Italia e delle eventuali difficoltà di un assedio a Torino, sempre ben fortificata, con probabile soccorso degli Austriaci, permette ai dirigenti sabaudi di parlare di armistizio. Il suo scopo iniziale , in fondo, è già stato raggiunto: ha messo solidamente un piede in Italia e ha separato il destino del Regno di Sardegna da quello dell’Impero Austriaco.

cherasco

A Cherasco, dunque, firma l’armistizio con il Regno di Sardegna, a cui impone condizioni durissime: la rinuncia di Savoia, Nizza, Tenda e Broglio, lo smantellamento dei forti di Exilles, della Brunetta e di Susa, l’occupazione di Castel Delfino, di Alessandria e dell’Assietta. Alcuni articoli segreti dell’armistizio, poi, imponevano a Vittorio Amedeo III di cedere S. Pietro e S. Antioco, di chiudere i posti alle navi nemiche, di rinunciare ai titoli sui territori persi.

Ma se per il Regno di Sardegna i giorni dell’Armistizio sono da inserire tra quelli più tristi della sua storia, per Cherasco sono stati carichi di novità. Per quattro notti, tanto è durato il soggiorno di Napoleone Bonaparte in città, è stata al centro della storia d’Europa, nelle mani di una delle personalità più importanti della millenaria storia europea. Come amano dire ancora oggi in città, le quattro notti di Napoleone “rappresentano simbolicamente l’avvio ufficiale di una nuova realtà che giunse a caratterizzare subito la storia cittadina, e poi poco per volta, di tutta l’Europa”. Per questo ogni anno rievocazioni storiche e iniziative l’anniversario ricordano dell’armistizio.

Quest’anno Palazzo Sartoris ospita fino al 12 giugno una mostra, Napoleone: quattro notti a Cherasco, con arredi, dipinti, cimeli e ricordi dell’epoca e a ingresso libero (l’orario di apertura è da mercoledì a venerdì ore 14.30-18.30; sabato, domenica e festivi ore 9.30-12.30 e 14.30-18.30).

Il 4 e il 5 giugno ci sarà la rievocazione storica, con questo programma:

Sabato 4 giugno 2016
dalle ore 10, centro storico
– apertura delle mostre, del mercato della storia, del campo militare e de ‘La piazza del XVIII secolo’ (cosmesi, sartoria, mercato);
area Castello Visconteo e piazza del Municipio
– addestramento delle truppe di Fanteria movimento di truppe e musiche in piazza
dalle ore 14.30, centro storico
– promenade in abito storico civile nel centro cittadino e in piazza del municipio, danze e balli (con coinvolgimento del pubblico);
ore 17.30
– dimostrazione di medicina militare
ore 18.00
– la figura del cioccolatiere: l’Ancien Régime passa, le mode restano
ore 20.45, piazza del Municipio
– spettacolo a cura di “Souvenir Napoléonien” délégation de Nice ‘Quel roman que sa vie!’ (Che romanzo la sua vita!)
dalle ore 23.00
– ronde notturne nel Centro Storico.

Domenica 5 giugno 2016
ore 10.00, Castello Visconteo e piazza del Municipio
– apertura di “La piazza del XVIII secolo” (cosmesi, sartoria, mercato) Tableaux vivants di sartoria, ricamo e acconciature del periodo Napoleonico (a cura de “Il Tempo Ritrovato”);
ore 10.30
– addestramento delle truppe di Fanteria;
– “Grand Dejeuner sur l’Herbe” con giochi e danze civili all’aperto
dalle ore 15.00, centro storico
– esercitazioni di scherma per fanteria;
– “Il Telegrafo Chappe” dimostrazione sulle tecniche di trasmissione dei messaggi nel XIX secolo (fra porta Narzole e porta Belvedere);
– esercitazioni di artiglieria: colpi singoli, in batteria, … manovre di cavalleria, corsa delle teste, carosello dei cavalieri.
ore 16.30, piazza del Municipio
– schieramento dei reparti davanti al Municipio per la rievocazione della firma dell’Armistizio tra plenipotenziari francesi e piemontesi
ore 17.00, centro storico
– scene di giubilo e festa per le strade, concerto finale di musica napoleonica

 

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