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La Festa dei Musei apre la Margaria: ecco la sua storia!

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Il 2 e 3 luglio 2016, nell’ambito della Festa dei Musei, sarà straordinariamente aperto al pubblico il complesso della Margaria, nel Parco del Castello di Racconigi. Ed è davvero un’occasione da non perdere, per visitare uno dei complessi più significativi e affascinanti conservati nelle Terre dei Savoia, sia per l’architettura e sia per la sua storia.

Fu costruito tra il 1835 e il 1843, nella parte più settentrionale del Parco da Pelagio Pelagi, uno degli architetti prediletti di re Carlo Alberto (suoi anche la cancellata di Palazzo Reale, che separa la piazzetta da Palazzo Castello, e la statua del Conte Verde, in piazza Palazzo di Città, a Torino). Lo stile scelto fu quello neogotico, che era di moda nella prima metà dell’Ottocento e che il sovrano sabaudo, di spirito romantico, apprezzava particolarmente. E romantico fu anche lo scenario in cui la Margaria venne inserita: tutt’intorno vennero creati boschetti, affinché l’edificio non fosse visibile e apparisse all’improvviso, come una sorpresa e in un’atmosfera fuori dal tempo, quasi fiabesca. Il complesso si presentava con un corpo centrale a due piani, caratterizzato da slanciate finestre ogivali e affiancato da due torri, angolari, da cui partivano le due maniche perpendicolari. Le altissime finestre garantivano la luminosità della Margaria, che aveva tutte le caratteristiche per essere un edificio indipendente: il re volle che fosse dotata di una cappella, dedicata al Beato Alberto, e di un Reposoir per la regina, un salottino nella torre orientale, in cui potesse riposare dopo le lunghe passeggiate nel Parco.

Se l’architettura della Margaria affascinava i visitatori, e continua ad affascinarli ancora oggi, anche il suo ruolo, all’interno del Parco e nella storia dell’agricoltura piemontese, è molto affascinante. Come già ricordato in alcuni articoli passati, re Carlo Alberto volle che il Parco del Castello di Racconigi fosse autonomo da un punto di vista produttivo e per questo favorì lo studio e lo sviluppo di nuove tecniche di produzione. La Margaria fu quindi ideata come una sorta di cascina dall’aspetto fiabesco: al secondo piano del corpo centrale c’erano i begli appartamenti dei fratelli Marcellino e Giuseppe Roda, a cui il re affidò la gestione agricola del Parco, nella manica occidentale si trovavano le scuderie e in quella orientale la citroniera, magazzino degli agrumi; nel complesso c’erano anche gli alloggi delle maestranze, come in una vera e propria cascina.

I fratelli Roda fecero un lungo viaggio studio all’estero, per conoscere nuovi metodi agricoli e nuove piante, e al loro ritorno iniziò la trasformazione della Margaria nel centro dell’Azienda della Real Casa. La costruzione delle serre, tra il 1844 e il 1848, completò infatti il progetto agricolo di re Carlo Alberto. Di grande effetto scenografico (chiudono la vista sul lato posteriore della Margaria) e architettonico (sono in ferro e vetro, secondo la moda importata dalle serre inglesi e francesi), le serre divennero centro di produzione di piante esotiche, come l’ananas, le palme o le orchidee. Con la gestione dei Roda, si adottarono nel Parco tecniche d’avanguardia: furono sviluppate e perfezionate le coltivazioni di meliga, grano, segale, canapa; i campi vennero gestiti in modo razionale e redditizio; furono migliorati i sistemi di allevamento del bestiame, con una divisione del lavoro che permetteva la specializzazione. Per esempio, c’era un capo margaro, a cui era affidata la supervisione di tutto il settore del bestiame, e c’era un responsabile della produzione del formaggio, a cui era affidata tutta la filiera; e al di sopra, a controllare e gestire, c’erano i fratelli Roda, che prendevano appunti, studiavano e sperimentavano. Poi, una volta che le tecniche di produzione fossero state sufficientemente perfezionate, venivano proposte alle altre Residenze Reali e all’intero Regno, facendo sì che l’agricoltura piemontese migliorasse sensibilmente i propri risultati.

Ancora oggi, le tradizioni agricole piemontesi, soprattutto nella Provincia Granda, sono influenzate dagli insegnamenti dell’Azienda della Real Casa e avremo modo di parlarne nel prossimo post, dedicato all’imminente lancio della Via delle Essenze Reali, che vi permetterà di conoscere botteghe, aziende, saperi e sapori che tanto devono alla Margaria e ai suoi uomini.

Una ragione in più per non perdersi la sua apertura straordinaria, il 2 luglio 2016, dalle ore 10 alle ore 17, e il 3 luglio, dalle ore 10 alle ore 19. Il 2 luglio 2015, dalle ore 20 alle ore 22, il Castello di Racconigi offrirà anche uno squarcio della Vita a corte, che catapulterà i visitatori a un ballo a corte dell’Ottocento.

 

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